LA CAMPAGNA

La Campagna #cyberesistance è stata creata da Web Stars Channel in collaborazione con il Professore Luca Bernardo, Direttore della Casa Pediatrica dell’Ospedale Fatebenefratelli Sacco, Paolo Picchio, il papà di Carolina e l’Avvocato Marisa Marraffino, esperta di reati informatici, per sensibilizzare i ragazzi sul fenomeno cyberbullismo e spiegare la nuova legge.

 

IL VIDEO

Il video è dedicato a tutte le vittime di cyberbullismo e passa un messaggio chiaro: “non ci si deve vergognare, non si deve avere paura, la vittima non ha alcuna colpa”. Chi subisce atti di cyberbullismo ha diritti e possibilità: “può parlare”, “può difendersi”, da solo o con l’aiuto degli adulti (scuola e genitori), sporgendo denuncia alle autorità competenti.

 

LA CAMPAGNA STAMPA:

 

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“Finalmente i ragazzi hanno la possibilità di difendersi, da soli o rivolgendosi agli adulti.

È entrata in vigore una Legge importante che doveva, però, essere necessariamente spiegata. Per questo motivo, insieme al Professore Luca Bernardo e a Casa Pediatrica, abbiamo cercato di capire come informare i ragazzi, come trasmettere quel senso di protezione e sicurezza che da oggi possono finalmente sentire. I nostri Creators hanno i linguaggi e i codici della generazione coinvolta nel fenomeno, sono ragazzi che parlano ai ragazzi e che sanno parlare ai ragazzi. La Campagna, che li vede protagonisti, è quindi un messaggio positivo, per fare “rete” nella Rete”
Luca Casadei, CEO Di Web Stars Channel

Panel 1

IL CYBERBULLISMO

COS’È IL CYBERBULLISMO

Non esiste un reato specifico di cyberbullismo, ma le sue manifestazioni tipiche sono inquadrabili in reati precisi a volte anche molto gravi, che vanno dalle molestie, alle lesioni, alla diffamazione aggravata, al trattamento illecito dei dati personali fino all’istigazione al suicidio.

Esiste però una definizione di cyberbullismo, introdotta dalla legge 71/2017 entrata in vigore il 18 giugno 2017 e consiste in qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali realizzato per via telematica a danno dei minori, nonché la diffusione di contenuti on line riguardanti uno o più componenti della famiglia del minore con lo scopo di isolarlo, attaccarlo, metterlo in ridicolo.

 

ESEMPI DI CYBERBULLISMO:

  • pettegolezzi denigratori e reiterati diffusi attraverso messaggi sui cellulari, mail, social network;
  • post o condivisione di post con notizie, immagini, video imbarazzanti o falsi;
  • rubare l’identità e il profilo di altri, o costruendone di falsi, per mettere in imbarazzo o danneggiare la reputazione della vittima;
  • insultare o deridere la vittima attraverso messaggi sul cellulare, mail, social network, blog o altri media;
  • minacciare la vittima attraverso un qualsiasi media;
  • costringere la vittima a fare o subire qualcosa in maniera reiterata, poi filmarla e diffondere il video in rete.

 

Panel 2

LA LEGGE

La nuova legge consente ai minori di chiedere l’oscuramento, la rimozione o il blocco di contenuti, a loro riferiti e diffusi per via telematica, che ritengono essere atti di cyberbullismo.

Tecnicamente si chiama legge 29 maggio 2017, n. 71, Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo ed è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 3 giugno 2017.

Ecco i punti salienti

1 – RIMOZIONE DEI CONTENUTI OFFENSIVI

Qualunque vittima di cyberbullismo può inoltrare al sito internet o al social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti diffusi nella rete che lo riguardano.

2 – PREVENZIONE

La Presidenza del Consiglio dei ministri mette in atto un piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo, che prevede periodiche campagne informative di prevenzione e di sensibilizzazione sul fenomeno del cyberbullismo.

3 – CONTRASTO

Il MIUR adotta delle linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo nelle scuole, anche avvalendosi della collaborazione della Polizia postale e delle comunicazioni.

4 – REFERENTE ANTI-BULLI

Ogni istituto scolastico individua fra i docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo.

5 – FORMAZIONE DEL PERSONALE SCOLASTICO

Ci sarà una formazione del personale scolastico sul tema. Verrà promosso un ruolo attivo degli studenti e di ex studenti in attività di peer education, nella prevenzione e nel contrasto del cyberbullismo nelle scuole.

6 – AIUTO PER VITTIME E BULLI 

Verranno promossi progetti personalizzati per sostenere le vittime di cyberbullismo e per rieducare, anche attraverso l’esercizio di attività riparatorie o di utilità sociale, i minori autori di cyberbullismo.

7 – SANZIONI DISCIPLINARI

Il dirigente scolastico che venga a conoscenza di atti di cyberbullismo informa tempestivamente i genitori dei minori coinvolti. I regolamenti scolastici dovranno prevedere esplicite sanzioni disciplinari, commisurate alla gravità degli atti compiuti.

8 – AMMONIMENTO

Per i cyberbulli minorenni scatta l’ammonimento: il questore convoca il minore insieme ad almeno un genitore.

Panel 3

COME DIFENDERSI

Ricordati che hai gli strumenti per agire e ottenere la rimozione di un video che ti riguarda. Non devi subire passivamente gli attacchi della rete o pensare che non ci siano rimedi. Da oggi hai una legge che ti tutela ancora di più e puoi chiedere alla tua scuola di attivare percorsi educativi o informativi. Parlane con i tuoi insegnanti, col referente scolastico o con un adulto di riferimento che possa aiutarti. Scoprirai che non sei solo e che il vero soggetto forte sei tu. Impara a difenderti, impara a parlare per tutelare i tuoi diritti.

Ecco il video con cui Fandoniah ha spiegato come difendersi dai cyberbulli. Una storia come tante altre, ma raccontata con un tono di voce davvero unico.

 “L’idea del video è nata dalla mia esperienza con i ragazzi delle scuole superiori, dove gli episodi di bullismo e cyberbullismo sono fenomeni diffusi. Quando Web Stars Channel mi ha proposto di spiegare la legge, aderendo alla Campagna #cyberesistance, ho provato a riflettere sulla maniera di fare passare il messaggio della legge con un linguaggio vicino a quello dei ragazzi. Da qui l’idea di “rappresentare” il problema, insieme con le sue tragiche conseguenze e poi usare un viaggio nel tempo un po’ nonsense per informare sulle possibilità che la legge dà ai ragazzi per uscire dai guai” – Fandoniah

COME PUOI AGIRE SE HAI COMPIUTO 14 ANNI.

1) Segnalazione al sito o al social network.

Il sito e il social network devono occuparsene entro 24 ore e rimuovere il contenuto illecito entro le successive 48 ore.

2) Reclamo o segnalazione al Garante per la protezione dei dati personali:

Vai qui (http://www.garanteprivacy.it/cyberbullismo)

Compila il modulo:

(http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/6732688)

Mandalo a: cyberbullismo@gpdp.it

Il Garante dovrà intervenire entro 48 ore.

3) Il referente scolastico

In molte scuole troverete un docente nominato “referente contro il cyberbullismo” che avrà il dovere di coordinarsi con le Forze dell’Ordine in caso di segnalazione e col Dirigente scolastico. Al referente potrete segnalare eventuali abusi. Dovete farlo in fretta, ad esempio quando il video circola su WhatsApp ma non ancora sui social. Potrete in questo modo evitare la prosecuzione di eventuali reati.

4) Ammonimento del Questore

E’ una misura preventiva da fare prima di sporgere querela o denuncia.

Vai alla polizia o alla stazione dei carabinieri più vicina. Saranno loro a trasmettere tutto al Questore. Lui convocherà poi il minore autore del reato insieme ad almeno un genitore e lo ammonirà oralmente invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e a non divulgare, per esempio, il video.

5) Come si redige l’istanza di ammonimento al Questore?

C’è un modello prestampato che ti verrà dato.

Dovrai:

  1. Fare una descrizione dettagliata dei fatti;
  2. indicare chi è l’autore e la relazione con te;
  3. indicare eventuali testimoni;
  4. se è stato pubblicato un video, indicare su quale sito, piattaforma o community sta circolando (indica sempre l’url);
  5. documentare gli eventuali danni subiti e l’eventuale stato d’ansia;
  6. allegare eventualmente il video o la documentazione eventualmente necessaria a documentare il fatto

6) Se nemmeno l’ammonimento funziona e se hai compiuto 14 anni puoi sporgere QUERELA anche da solo.

7) Come si fa una querela?

Può essere fatta alla polizia postale, ma anche presso qualsiasi comando di polizia o stazione dei carabinieri.

Si indicano i fatti, si allega il video, si chiede che il video venga rimosso dalla rete, social network, ecc…) in cui è stato pubblicato. La querela è gratuita, ad aiutarti ci sono gli agenti: non sarai mai da solo.

8) COSA RISCHIA IL BULLO?

Rischia un processo vero e proprio davanti al Tribunale per i minorenni che prevede molti istituti premiali (come il perdono giudiziale o la messa alla prova), oltre alle pene detentive. In sede civile, a risarcire il danno alle vittime sono i genitori degli autori dei reati e la scuola, se non dimostrano di aver fatto tutto il possibile per evitare l’evento.

ECCO CHI PUÒ ASCOLTARTI E AIUTARTI.

(Clicca sui loghi per contattarle)

pepita

CASASTUDIO

Panel 4

GLI INFLUENCER

Nessuno deve vergognarsi di essere una vittima di cyberbullismo. L’unico modo per sconfiggere i cyberbulli è parlarne ai propri amici, ai propri genitori e avvalersi dell’aiuto che ci offre la nuova legge. I nostri creator, vivono la rete tutti i giorni e alcuni sono stati loro stessi vittime di feroci attacchi: loro ci ricordano che la rete serve per fare rete contro i cyberbulli.

vegas

klaus

sasha

giulia penna

surreal

ros4alba

st3pny

tamburini

sespo

double

rulof

PARTECIPA

Prendere parte alla #cyberesistance è facile: puoi mostrare il tuo sostegno partecipando alla campagna Instagram come hanno già fatto tanti ragazzi ma soprattuto puoi guardarti attorno e capire se qualcuno dei tuoi amici o dei tuoi compagni è un cyberbullo o una vittima di cyberbullismo. In entrambi i casi puoi parlargli della nuova legge e indirizzarli a questo o ad altri siti ed enti che lavorano per risolvere questo problema.